giovedì, 08 marzo 2007
Un piccolo post prima di partire alla volta di Londra. Un "bambino" mi ha consigliato di alleggerire di tanto in tanto gli argomenti del blog. Lo farò? Chissà...
Intanto oggi, ascoltando una ragazza che mi parlava dell'argomento della sua tesi di laurea, mi è venuta in mente una domanda:
SIAMO DAVVERO CONTROLLATI?
Non credo che ci intercettino telefonicamente o abbiano interesse a spiarci, ma se volessero (loro... sì, ma chi?) riuscirebbero davvero a scoprire chi siamo, cosa facciamo e cosa pensiamo?
Non credo che la risposta sia così scontata.
E ora, tutti a Downing Street....
mercoledì, 28 febbraio 2007
Apro un blog, eccolo.
Non so bene a cosa serva, ma ho voglia di farlo.
E quindi eccolo.
Diciannove sono gli alberi piantati in Piazza Fontana a Milano, davanti alla Banca Nazionale dell'Agricoltura.
Ho pensato che sono più o meno quanti i morti della strage del 12 dicembre 1969. Le vittime di Piazza Fontana sono formalmente diciassette (sedici morti all'istante e uno qualche anno dopo, a causa dei danni provocati dalla deflagrazione). A queste, però, se ne aggiungono due.
Il primo è un ferroviere milanese, anarchico. Si chiamava Giuseppe (Pino) Pinelli ed è morto il 15 (oppure il 16) dicembre del 1969, cadendo dal quarto piano della Questura di Milano, dove si trovava perché indagato come responsabile della strage. Nessuna inchiesta giudiziaria ha mai stabilito con assoluta certezza se si sia suicidato o se sia stato spinto da qualcuno. Il caso è stato archiviato stabilendo che la causa fu un "malore attivo". In altre parole, delle convulsioni (o qualcosa del genere) lo avrebbero fatto inavvertitamente precipitare: finora quasi nessuno ha creduto a questa versione dei fatti.
Il secondo è un commissario di polizia. Si chiamava Luigi Calabresi. Era in Questura, al piano di sopra, quando Pinelli cadde dalla finestra. Durante l'indagine che riguardava il misterioso incidente, ha sempre difeso i suoi uomini, sostenendo che nessuno di loro avesse gettato giù il ferroviere milanese. Il 17 maggio del 1972, un gruppo di terroristi di estrema sinistra lo uccise poichè lo riteneva responsabile morale della morte dell'anarchico milanese.
Fanno diciannove, esattamente come gli alberi di Piazza Fontana.
Vorrei che questo blog servisse a raccontare brevemente storie come queste, frammenti di vite andate in fumo senza motivo. Sempre che ci sia un motivo alla fine della vita.
E poi vorrei imparare a farmi delle domande. Non cerco risposte. E' che ho una scatola di punti interrogativi da consumare a mio piacimento. Ho pensato che se ogni tanto le parole del mondo si prendono una tregua, sarebbe bello non farle respirare e imparare a incalzarle con i cari punti interrogativi della mia scatola. Pensando... anche se forse non porta a niente.
Benvenuti